Azoto e ossigeno:
i gas nella produzione del vino

Come vengono utilizzati i gas per produrre il vino?

Azoto e ossigeno: i gas nella produzione del vino

Refrigerazione in cantina:

la temperatura del pigiato o del diraspato di uve, in special modo a bacca bianca, può essere controllata prima dell’ingresso nella pressa a membrana, mediante l’uso di azoto liquido o neve carbonica con funzione di fluido refrigerante. Con la criomacerazione, l’anidride carbonica liquida, permette l’abbassamento della temperatura del pigiato esaltando così la qualità delle uve.

Fermentazione, affinamento vini:

in queste fasi la presenza di O2, attraverso le tecnologie di macro e micro ossigenazione, regola la fermentazione dei lieviti, evita la formazione di composti solforati che potrebbero originare odori e sapori sgradevoli, previene i fenomeni di riduzione e la formazione di composti indesiderati.

Stoccaggio:

il sistema di inertizzazione dei depositi sostituisce l’aria presente nello spazio di testa dei depositi stessi con un’atmosfera di azoto, gas inerte, così da evitare la perdita di qualità del vino causata dalla presenza di ossigeno contenuto nell’aria.

Imbottigliamento:

con un lavaggio di azoto effettuato nella bottiglia prima o nel collo dopo il riempimento si riduce sensibilmente il contenuto di O2 per preservare le qualità organolettiche del vino.

Azoto e ossigeno: i gas nella produzione del vino

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